Quando il feto incontra degli ostacoli durante il suo passaggio attraverso il canale del parto, l’utero tende ad aumentare l’intensità e la frequenza delle sue contrazioni, per aiutare l’espulsione del feto. Se l’ostacolo non viene superato e le contrazioni uterine divengono sempre più forti e durature, può verificarsi la rottura dell’utero, soprattutto nei casi in cui sia stato precedentemente eseguito un taglio cesareo (ecco perché raramente si ricorre a un parto vaginale dopo pregresso cesareo).
Si parla di rottura COMPLETA quando si lacerano tutti e tre gli strati che compongono la parete uterina (tonaca mucosa, muscolare e avventizia), e di rottura INCOMPLETA quando vengono lacerate solo la tonaca mucosa e quella muscolare.
La rottura dell’utero è un’emergenza medica, associata a un’elevata mortalità sia della madre che del bambino e deve essere trattata in modo tempestivo. L’unica terapia possibile è l’esecuzione di un taglio cesareo d’emergenza con successiva riparazione chirurgica dell’utero.